Sessualità, erotismo e pornografìa in Ericepeo II ? Considerazione tra psicanalisi, scienza e filosofia

Chi si mette in mano per la prima volta la copia di Ericepeo II, la raccolta delle poesie filosofiche e metafisiche illustrata con disegni di Nicolò D’Alessandro, ha la spiacevole sensazione di trovarsi dinanzi a un testo erotico e pornografico. La sorpresa spontanea e naturale si rivela superficiale; non c’è certamente traccia di pornografia, se con questo termine dobbiamo intendere la volgarità con cui viene trattata la sessualità.

Ma la sessualità e l’erotismo delle illustrazioni d’un riconosciuto maestro, D’Alessandro, meritano a mio giudizio ammirazione, anzi, credo che esse facilitino la comprensione del testo, pur non essendo ancora abituati a considerare l’esperienza sessuale come qualsiasi altra esperienza sensoriale, componente della conoscenza razionale.La sessualità umana come scienza moderna.

Nel capitolo, La potenza del ’eros, dedicato a Sigmund Freud, Eugenio Scalfari rileva che lo scopritore della psicanalisi si rifiutò di considerare “filosofia” la sua teoria scientifica. Eppure alcuni aspetti della psicanalisi hanno stretta relazione col pensiero di Nietzsche soprattutto per quanto riguarda della cognizione nicciana del corpo, la sostanziale centralità del corpo come organismo capace di percezioni e di manifestazioni materiali e immateriali fortemente interrelate, le pulsioni dell’inconscio, l’autonomia della volontà nei confronti della ragione, il rapporto conflittuale tra la volontà di potenza e la necessità di un contatto sociale: questa rete mobile (danzante, secondo il suo linguaggio) descritta da Nietzsche costituisce una sorta di prologo degli approfondimenti freudiani della sua psicoterapia” (Per l ’alto mare aperto, Einaudi, 2010, p.229)

La centralità del corpo come strumento agente di percezioni pulsionali, la libido, e la capacità di esprimere in forme materiali e ideali la potenza erotica, strutturata nell’- Es, nell’Ego e nel Super-io, è un aspetto cultuale scientifico moderno dovuto a Freud. Vogliamo sottolineare i termini riguardanti la ”capacità di percezioni e di manifestazioni materiali ed immateriali” connesse alla sessualità strutturale della

personalità. L’uomo vive, sente, percepisce e necessariamente esprime l’esperienza della sua quotidiana esistenza, aggrovigliata nell’Es/Io/Super-Io.

Freud ha interpretato inoltre la storia come lotta fra l’istinto della felicità- eros e la morte-thanatos, e fra l’istinto della felicità e la morale. In questa prospettiva metafisica o mitologica, osserva l’Abbagnano, si rivela la potenza dell’eros (Cfr.AB p. 710). Scalfari descrive in modo meraviglioso il manifestarsi di questa “potenza primordiale che viene prima di tutti gli dei. La mitologia racconta infatti che Eros appare nel momento stesso in cui la luce si divide dalle tenebre e le terre dalle acque, dal caos indistinto cominciano ad emergere le forme” (p.230).

Negli Anni Sessanta-Settanta, Freud nonostante il dissenso fra i suoi sostenitori diviene punto di riferimento della cultura o, meglio, la psicanalisi diviene uno strumento d’indagine privilegiato in molte discipline ed anche Lévi-Strauss l’applica all’antropologia socio-culturale.

Sono stupito come Scammacca abbia saputo dare veste scientifica sessuale alla descrizione della sua esistenza nel rapporto d’identità Io-Universo, in senso primariamente macchiano e freudiano

Fuori da questa dimensione culturale non possiamo capire la personalità, il pensiero, il linguaggio tecnico scientifico ed erotico-sessuale dello Scammacca.. Come negare ad esempio l’analogia – e forse più d’una analogia si tratta – tra le pulsioni e le fluttuazioni, tra i pensieri, i desideri e le particelle d’onde, tra gli occhi ardenti, gli sguardi e le vibrazioni, tra il silenzio e il vuoto, tra l’intreccio d’ond dentanglement e l’amplesso cosmico?

Linguaggio erotico-sessuale e linguaggio tecnico-scientifico

La sessualità, nel senso stretto del suo significato, indica precisamente per gli uomini e gli animali l’istinto di conservazione della specie finalizzato al coito, mentre l’erotismo stimola al desiderio e al piacere. L’esperienza sessuale, come il conoscere la propria sessualità e il provarla col partner, è una scoperta, la prima rivelazione naturale; curiosamente è anche turbamento e meraviglia. Nelle lingue orientali antiche avere un rapporto sessuale con una persona si diceva ’’conoscere” la persona.

Ida Magli ricorda, sebbene in chiave maschilista, che l’uomo è stato capace di trasformare con Intelligenza l’ambiente e produrre cultura e il pene sarebbe stato < lo strumento così perfetto> da fornirgli il modello per costruire oggetti di ogni tipo e rilevare le leggi fondamentali della fisica meccanica.

Nella mia ricerca antropologica sui Lotuho del Sudan Meridionale, etnia attualmente agricolo-pastorale, ho potuto verificare il senso della sessualità, vista come capacità conoscitiva e classificatoria in senso tecnologico e cosmologico.

Scrivevo, riportando inizialmente il giudizio d’uno studioso della sessualità: “Poche sono forse le attività – poche le manifestazioni della vita anche nei più elevati campi – nelle quali direttamente o indirettamente la sessualità non sia impegnata ( Morino in Havelock, Il simbolismo erotico. Psicologia del sesso, Newton Compton 1971, p.12). Non solo la seminagione ma anche la macinatura rappresenta e ripete per una connotazione simbolica, l’atto coniugale. Produzione e riproduzione, come agricoltura e matrimonio, sono due aspetti fondamentali dell’ordinamento sociale …. Si può osservare, inoltre, che la seminagione e la macinatura rappresentano una tecnologia ed un sapere pratico che indica preparativi di materiali – la durra, semi di sesamo, arachidi, per ricavarne creme, olii ed altri ingredienti – che richiedono selezioni accurate e gradualità di sapore, secondo il gusto e la volontà di chi li prepara. Tutto ciò comporta anche un sapere di tipo razionale e non magico, proprio perché, nel caso specifico, seminagione e macinatura implicano analogie e connotazioni simboliche con l’atto sessuale” (Miti e riti dei Lotuho del Sudan Meridionale… p.208). Famosa è la sinonimia del detto latino arat/amat.

Oltre l’atto lavorativo e generativo trovano una corrispondenza sinonimica anche il linguaggio erotico-sessuale e quello alimentare. Mungere il latte, versare il latte nella zucca, mangiare la polenta, come lo zappare, seminare, rivelano una connotazione sessuale, (p.195). La bipolarità della coppia diviene classificatoria socio cosmologica. (p.412 ss.). Significativa è la legge dell’incesto di Lévi-Strauss come classificatoria dei clan esogami ed endogami.

Per finire accenniamo alla festa dell’accensione del fuoco nuovo, evento molto rilevante nella cultura lotuho, ottenuto mediante il fregamento di una coppia di legnetti sessuati – ierogamia – in cui sono da sottolineare i seguenti elementi:

durante la notte 1 a coppia dei legnetti sessuati è custodita nella capanna-nadufa- fra due monyomij, iniziati già sposati;
prima del sorgere del sole la coppia dei legnetti viene messa riverentemente sopra una pelle di elefante;
nel silenzio generale il legnetto maschio viene fatto prillare dentro quello femmina e, appena scatta la prima scintilla, esplode un grido generale di gioia;
nel fuoco nuovo vengono posti tanti pali quanti sono i quartieri del villaggio o dei villaggi affinché vengano accesi tutti i focolai dei singoli rioni. Una accensione di tutto l’universo sociale e cosmico lotuho.
La nuova generazione degli iniziati, infatti, con il diritto all’unione coniugale, succede alla vecchia classe e viene rinnovato tutto il corpo sociale. Dal coito dei legnetti sessuati che rappresentano la coppia degli antenati si genera e rigenera periodicamente la società (p. 345). Simili riti riguardanti la coppia primigenia si

trovano, ad esempio, fra i Ndembu dell’Africa e i lontani Tikopia delle isole Tobriand. L’unione prototipica della coppia garantisce la continuità e la perpetuità del gruppo. Le grandi civiltà dell’Estremo Oriente, in Cina con lo yin e lo yang, in India con lo yong e il Unga, nel Medio Oriente la civiltà dei Sumeri, degli Accadi, dei Babilonesi, degli Egizi, nella feste di Capodanno, o in altre circostanze, come nelle Tesmoforie greche, celebravano quella che veniva chiamata la ierogamia o nozze sacre.

Edmond Leach, antropologo inglese ha fatto notare che ogni cultura, in qualsiasi società, cerca di fondare credenze, istituzioni e costumi e perfino l’ordinamento tecnico ed ecologico su un complesso sistema di rappresentazioni astratte o di concetti generali. Così dall’impotenza umana nasce l’alterità di una potenza ultramondana, che, se non è la potenza divina, sarà la potenza generativa o la potenza sessuale (Cultura e Comunicazione, Angeli, 1981, p. 100-101).

Con l’abbattimento del vitello d’oro attribuito a Mosè, nella cultura occidentale, la sessualità, come potenza generatrice, viene considerata alternativa alla potenza divina: apostasia, idolatria, immoralità, tabù, peccato; in ogni modo, sempre e ovunque, la sessualità è ricoperta almeno d’ambiguità e di sospetto.

Se in una società tradizionale, come quella dei lotuho, il fuoco, le scintille, l’accensione di tutti i villaggi, il silenzio, l’esplosione di gioia è connessa al coito della coppia, con un ricco significato espresso dalle analogie e sinonimie d’un mondo agricolo-pastorale, è naturale che Scammacca traduca in una società scientificamente qualificata e tecnologicamente avanzata, con una diffusa cultura freudiana, il linguaggio della fisica meccanica in sinonimia, o, in senso più esattamente isomorfico, con l’attività e il linguaggio erotico-sessuale

In Due Mondi (pp. 105-106), e, per esempio, in Gioca gioca col silenzio di Eicepeo II (pp. 27-31) vengono messi in relazione l’amplesso sessuale, il silenzio e la dimensione cosmica, il gioco, la partecipazione fisica in relazione isomorfica all’atto creativo cosmico. Se la coscienza, per Scammacca, si riduce a corporeità, fisicità, a movimento di scariche elettriche e la moralità si riduce a una forza di ripetitività degli atti del passato, la sessualità non è altro che movimento, vibrazioni d’onde; è lo stesso ed identico flusso. Energia fisica ondulatoria ed energia sessuale sono un ’identica realtà.

Dal romanzo Due Mondi era normale attendersi una certa licenziosità, propria dei romanzi d’amore, per la gratificazione del lettore. E credo che Scammacca l’abbia saputo fare anche se l’erotismo in qualche caso potrebbe apparire un po’ piacevole e un po’ fastidioso.

Il diavolo non è così brutto come si dipinge, ricorda il Manzoni. Ebbene noi troviamo dipinte, nelle due pagine 100 e 101 di Ericepeo II, a sinistra una donna in un particolare atteggiamento di attesa, espresso dallo sguardo e dalle sue parti inferiori alquanto divaricate: sembra la dea Kali; a destra sovrasta un cane dai cui occhi fluttua una oscillazione d’onda.

Quando l’osservai per la prima volta, mi venne in mente un detto siciliano, che pronunziò una volta mia madre con molta semplicità: «nun ci sta la cucchia davanti lu fumu, chi veni lu cani e si la mancia».

In questo caso è evidente che cucchia è il pane, Il pane col buco al centro è la pagnotta che differisce dal filone. Il buco indica la donna, precisamente, l’organo femminile esterno a due labbra, la vulva, (Perché ha struttura doppia si dice anche cuccchia d’agghii, cucchia di fichi). Una donna in calore (davanti al forno) non starà a lungo perché verrà il cane/l’uomo a mangiarla.

Il linguaggio sessuale siciliano della coppia che si riflette ‘nella cucchia di pane” davanti al forno e nel cane, bramoso di “mangiarla”, simbolo dell’intreccio della coppia uomo-donna, potremmo riscoprirla nella complementarietà dell’onda-corpuscolo di Niels Bohr, complementarietà che si trova in natura, o che molto probabilmente noi formuliamo secondo le nostre categorie culturali. Il linguaggio di Nat Scammacca è un linguaggio erotico-sessuale e scientifico al contempo, per la ragione evidenziata che l’energia sessuale è isomorfica all’energia fisica ondulatoria.

La prima poesia che riporto da Ericepeo II, Il fiore (p.84), è uno splendido gioiello che illustra il grande senso di umanità del poeta che siede a lungo a guardare il fiore con il dolce desiderio di lei, in una percezione fisico-mentale ampliata all’intera esistenza cosmica dell’io-universo. Nell’aura affiora però una delicata e dignitosa sessualità, espressa da una lacrima [che] “aggrappata” al fiore cade, come in un amplesso dolce e dolente di un amore inappagato ed inappagabile, segno dell’esistenza dell’uomo, del fiore e della donna, scientificamente e filosoficamente affidata al caso e al ciclo stagionale cosmico,

La grafica della poesia è d’una lacrima, d’un fiore o d’una vulva con al “centro” ESISTENZA? Ina stile futurista, l’analogia permette la molteplicità dei significati.