HO INCONTRATO NAT SCAMMACCA

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Presentazione del Libro “Ho Incontrato NAT SCAMMACCA” tenutosi Venerdì 6 Dicembre alle 17 alla scuola media  A. Di Stefano ad Erice Casa Santa

Professere/Scrittore
Professere/Scrittore

Premessa:”

Ho incontrato Nat Scammacca non è una storia  né un romanzo,ma una riflessione personale su alcuni aspetti della vita travagliata ed irrequieta dello Scammacca correlati alle sue idee.

Alcune di queste sembrano culturalmente  e politicamente interessanti come la risposta della sicilianità.

Altre, invece,pur riguardando problemi  attuali della moralità, come la dimensione interiore dell”io,la libertà del singolo individuo e la libertà sessuale,possono apparire provocatorie e scandalose. Tuttavia sono meritevoli di attenzione. In ultimo, indubbiamente ammirevole si rivela, come in un inatteso gran finale gran finale, la confessione autentica e genuina dello Scammacca sulla sua religiosità naturale o cosmica: 

Come mai si pubblica un saggio su Nat Scammacca? Esso nasce dalla simpatia per un libero pensatore.  Sono tanti i liberi pensatori ma non tutti sanno o hanno il coraggio di scrivere. Nel redigere questo lavoro non sono mancate le difficoltà dovute ad un mondo letterario nuovo per me. La collaborazione degli amici non mi è mai mancata e mi è stata sempre di incoraggiamento. Un particolare  ringraziamento  rivolgo all’artista-pittore Gnazino Russo, al poeta e storico Francesco Giacalone ed esprimo inoltre profonda gratitudine al poeta professore di lingua e letteratura inglese Gianni Grimaudo che ha collaborato in modo accurato alla revisione delle bozze.

Mi auguro che il lavoro riesca utile al lettore.

Antonino Serina

Professore /scrittore /Conoscitore del Movimento Antigruppo
Professore /scrittore /Conoscitore del Movimento Antigruppo

Presentazione: di Pietro Attinasi

HO INCONTRATO NAT SCAMMACCA

La sicilianità di Schammachanat

Ho incontrato Nat Scammacca leggendo Scammachanat, la raccolta di poesie che descrive le avventure di un uomo irrequieto, in cammino, sempre in cammino, in un’Odissea lacerante fra due donne ugualmente amate e fra due mondi d’idee diverse e opposte sulla concezione scientifica e religiosa dell’universo.

In un’inevitabile crisi di equilibrio mentale e d’identità individuale, sociale e storico-culturale, Scammacca, poeta e scrittore  ericino, siculo americano, s’interroga e ci interpella:” \ Parlate- nostre genti- dove sono li rarichi nostri e niatri cu semu? (dove le nostre radici e noi chi siamo). Poi il grido:”Sicily for me to be free!,( La Sicilia per essere libero ( Seattle o T(h)rinacria, p. 86 ).

Il problema dell’identità sociale è un problema politico e, per pii, la soluzione sta nella riscoperta delle radici genetico-culturali ‘della grecità e nella riappropriazione della visione della vita e dei valori propri della paideia, l’educazione greca, da cui emerge Ulisse/Odisseo, quale esempio ed immagine straordinaria.

La città greca, la polis, come la nostra società, non è esente dalle lotte ( polemos) e dal chaos, ma tende all’ordine e all’armonia, al kosmos, in una continua dialettica nella quale può entrare in gioco il fato, secondo gli antichi, oppure la malizia, la furbizia della stessa ragione, diremmo oggi con Hegel. Il sogno “greco” di Scammacca è la costituzione d’una democrazia critica ‘ e diretta e, per questo, egli organizza l’Antigruppo Trapanese che si trasformerà in Antigruppo Siciliano.

Ulisse, il personaggio con cui s’identifica Nat Scammacca, uomo libero di amare Nausica, col pensiero sempre alla sua Penelope e alla cara Itaca, è costretto a vagabondare per espiare la colpa della distruzione di Troia.

L’Ulisse /Scammacca, dopo un travagliato viaggio, una vera | rinnovata Odissea, raggiunge Itaca/Trapani, costruisce la casa alle | falde del Monte Erice, attorniata da un giardino pieno di rose, e la | considera realmente il suo regno: Il mio regno: la mia casa.

Eppure, come Ulisse dopo aver raggiunto la sua casa si rimette in viaggio così Scammacca sente ancora d’essere un “errante”.

La ragione profonda delle cose, il logos, rivela che la vita è I uno scorrere continuo – panta rhei – e che l’uomo è per sua natura I un errante, un emigrante, un essere sempre in cammino nella I libertà e nel rischio delle proprie decisioni :“Noi gli erranti gli I emigranti perduti – isola/ la Montagna/ Erice/ costeggiando le I coste – per fermarci qualche volta/ per sapere che siamo I perduti.^p.88 ). Il poeta sulla soglia di casa ci sospinge ad una I considerazione d’ordine generale, se dovessimo leggere nel “Noi I perduti ’’non solo noi siciliani bensì tutti gli uomini.

Dal fondo di questo pessimismo, però, lo Scammacca fa un balzo strepitoso: Ogni figlio è un perduto, ma “la Madre” non muore! | Ericepeo II, p. 21).

Dalla Filosofia della Scienza alla Moralità

Ho incontrato Scammacca leggendo Ericepeo I, II e III, tre  raccolte distinte di poesie varie e i Due Mondi, il romanzo autobiografico.

Un grido esplode dalla sua umanità repressa.” I mio desiderio di libertà”, e poi una domanda inquietante: ” cos ‘è  l’io?” II tema della libertà e quello dell’io costituiscono i pilastri  della moralità, senza libertà e senza la coscienza, o la m consapevolezza dell’io, non può esserci responsabilità morale. E il concetto tradizionale fìlosofico-morale della persona deve  meglio concretizzarsi nel riconoscimento del valore del singolo K individuo, perché sono stati i singoli individui, ha osservato Albert Hfeinstein, che hanno portato avanti nella storia il progresso delle scienze, del pensiero e delle tecnologie.

Tuttavia il benessere generale dell’io, la salute e l’equilibrio I dell’io sono legati alla sessualità, perché il corpo partecipa I dell’unica realtà che è l’uomo. “// mio desiderio di libertà, continua Scammacca, chiedeva una più vasta partecipazione e B una più ricca esistenza di rapporti umani e sessuali ” Dal mito B egli sa che gli dei ed Afrodite stessa, attratta dall’amore di B Anchise, sono trascinati tutti nell’eros dalla volontà degli stessi I dei e dal fato. Dalla scienza fisica della Teoria dei Quanti, cui

I egli aderisce, sa pure che il nostro io, o la nostra coscienza, non è I altro che un’oscillazione, una vibrazione di onde d’energia con | effetti bio-chimici. Poiché Scammacca ha presente sia il mito che la Scienza, egli si interroga in modo critico: “Questo è il nostro I io? “ Questo è il fondamento della moralità ?

Ridiscutere il problema della libertà, della coscienza e, «soprattutto, delle cosiddette verità assolute è richiesto ed imposto I oggi dalla scienza, la quale se non può formulare giudizi di B moralità, offre certamente la conoscenza della realtà su cui m esprimere anche valutazioni morali, fi fo questo senso, Scammacca sa coniugare scienza e vita, cioè sa ispirare la sua vita a una visione scientifica della realtà. Sente I forte, per questo, l’attrito con la società tradizionale in cui vive ed costretto quotidianamente ad un logorante conflitto di valori I autenticamente umani e di valori cristiani. Il suo problema, che in Buffetti è di tanti, rimane attuale e le scelte da lui fatte sono certamente degne di considerazione.

La Grande Dea Madre Ericina e la religiosità di Nat Scammacca.

Ho incontrato Scammacca rileggendo le sue poesie, in modo particolare quelle ricche del sentimento religioso che scaturisce dalla contemplazione dell’universo ”A te, Dea offrirò fiori selvatici ” recita il poeta, e poi ancora: “Offro all’universo la mia esistenza … Sono felice che la dura bianca pietra sia lì ad ascoltarmi…”. Dicevamo prima che il logos profondo è la ragione universale, la forza o l’energia cosmica che pervade l’Universo. Questa forza naturale cosmica personificata si chiama: Venus sive Natura.

Venus è la donna, la sposa, la madre, la madre terra, la madre natura, la Grande Madre, la Grande Dea Madre Universale: “ Mi alle falde attacco alle falde di questa Montagna, /come un bambino al seno della madre”. Venere, Erice, la Montagna sono l’immagine dell’Universo e rivelano l’ordine cosmico. L’amplesso tra il cielo rosato, Venere/Afrodite, con il mare blu oscuro, Poseidone, manifesta visibilmente l’unità cosmica. Dinanzi a questa epifania divina, a questa meravigliosa rivelazione della natura, il poeta umilmente recita: Offro all’universo la mia esistenza il mio essere perché non crolli /… conosciamo amore e pietà!’. All’amore, il poeta aggiunge la pietà che, in senso latino, dice l’attaccamento, il rispetto, la venerazione verso il genitore, i genitori, che hanno dato la vita. Questi sentimenti d’ammirazione, di stupore, di meraviglia dell’universo, chiamati da A. Einstein religious feelings, costituiscono la religione cosmica o naturale ( Come io vedo il mondo, Newton, 2006, pp.21-28 ).

Scammacca è un libero pensatore e propone valori naturali, che hanno cioè le radici nella terra, secondo l’appello di Nietzsche: ” Fratelli, siate fedeli alla terra!”, ma propone anche valori culturali che s’ispirano alla ragione, al logos, alla grecità, tome abbiamo visto, non alla trascendenza divina.

Editrice Arianna

Casa Editrice di Geraci Siculo
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Dott.ssa Arianna Attinasi
La giovane Editrice Siciliana di Geraci Siculo

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