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EMANUELE SCHEMBARI

Poesia.

La morte di Nat Scamacca, voce beat dell’Antigruppo

Sikano l’Americano

 E’scomparso da qualche mese, senza che i giornali ne avessero dato notizia, naturalmente, lo scrittore italo americano Nat Scammacca, uno degli operatori culturali più importanti in Sicilia degli ultimi cinquant’anni. E’estremamente difficoltoso scrivere su di lui per la molteplicità delle cose che si potrebbero e si dovrebbero dire, sarebbe necessario realizzare un libro su di lui e non è detto che non succeda. Certo che, con lui,scompare il più geniale e importante intellettuale siculo-americano (come amava definirsi, anche se pensava in inglese e scriveva in italiano) dell’ultimo secolo.

Era nato a Brooklyn nel 1924,aveva partecipato alla seconda guerra mondiale come ufficiale pilota e, dopo essersi laureato in lettere e filosofia alla Long Island University, si è trasferito in Italia, a Trapani, dopo aver sposato Nina Di Giorgio, insegnando alla English Scool di Palermo. Però,prima di venire in Italia aveva cominciato a scrivere versi avvicinandosi al movimento beat, diventando molto amico sia di Gregory Corso che di Lawrence Ferlinghetti, tra i più importanti esponenti del movimento, insieme a Kerouac e a Gisberg. Così riuscì a portare una ventata beat nello stagnante mondo poetico siciliano che, a parte una corrente populista e dialettale, che faceva capo a Buttitta nella Sicilia occidentale e a Mario Gori in quella orientale, era abbastanza formalista. Fu uno dei fondatori dell’Antigruppo, un movimento progressista, che voleva reagire all’avanguardia dei Novissimi e di Sanguinetti, recitando poesie nelle piazze e nei  quartieri popolari di Palermo e di Trapani. Facevano parte dell’Antigruppo poeti marxisti come Santo Calì, Rolando Certa e Ignazio Navarra, anarchici come Gianni Diecidue di Castelvetrano e Alfredo Bonanno di Catania, populisti come Crescenzio Cane, Ignazio Butera, Pietro Billeci oltre a Ignazio Apolloni, a Nicola Di Maio e a Pietro Terminelli, più vicini all’avanguardia. Nel 1967   fu affidata a Scammacca la pagina culturale di un giornale di provincia, attestato su posizioni repubblicane, che era “TRAPANI NUOVA” che, per suo merito, in oltre vent’anni, diventò uno dei più importanti organi della cultura under gound italiana. Ha ospitato importanti saggi letterari, polemiche, testi di autori italiani e stranie ri. Nat ha assunto, a volte, posizioni donchisciottesche che gli erano congeniali, sempre nell’ambito della buona fede, nel più assoluto disinteresse e con una grande coerenza sul piano libertario. Scammacca, insieme a Calì, morto giovane e considerato il miglior poeta dialettale siciliano del nove cento, diede alle stampe un librone,  che fu una sorta di testamento spirituale del movimento, intitolato “Antigruppo 73”. Venne stampato dalla tipografia di Vincenzo Di Maria, catanese, che era anche uno scrittore su posizioni libertarie. A lui e all’Antigruppo si avvicinarono critici come Giuseppe Zagarrio e Giuliano Manacorda e altri poeti, per lo più di sinistra, come Carmelo Pirrera, Antonino Cremona, Esther Bertoncelli, Giorgia Stecher, Federico Hoefer, Giuseppe Guida, Giovanni Lombardo e Antonino Contiliano. Organizzò incontri, recitals, dibattiti, teorizzò sulla cultura undergound, si occupò sia di prosa che di poesia. Pubblicò il romanzo “Due mondi”, con prefazione di Cesare Zavattini, le raccolte di racconti “Bye bye America” e “Sikano l’americano”, mentre le sue principali pubblicazioni di versi furono “Ericipeo” e  Schammachanat”. C’è da dire che Scammacca mancava del freno dell’arte, se lo avesse posseduto sarebbe diventato uno dei più importanti scrittori italiani. Univa folgorazioni e soluzioni geniali,a versi e a brani di straordinaria intensità, cadute e sciatterie.

Resta memorabile un incontro di poesia, con recita dei testi nell’estate del 1988 a Marausa, la spiaggia di Trapani, dove lui aveva una casa. Le poesie vennero recitate da ogni autore dall’alto di un minareto semidi roccato, che risaliva ai tempi della venuta degli arabi. Negli anni ‘90 organizzò incontri estivi, con recita di testi da parte dei poeti invitati in una splendida piazza di Trapani e delle conferenze ad Erice, quando ospitò Laura Boss, compagna di Gregory Corso e l’italo americana Maria Gillan.

Nel 1990 partecipò a un convegno sulla poesia siciliana ad Agrigento e nel 1995 intervenne ad un incontro su Santo Calì, a Sciacca.

Organizzò a Trapani un colossale convegno sul viaggio di Ulisse, cui parteciparono scrittori italiani e statunitensi.

Si recava saltuariamente negli Stati Uniti,dove teneva delle conferenze nelle Università che conoscevano l’Antigruppo molto meglio della maggior parte degli intellettuali italiani.

Negli ultimi trent’anni abitò in una splendida villa, ai piedi di Erice, dove riceveva amici poeti da tutto il mondo, non soltanto dalla Sicilia, e dove si recitavano versi fino alle prime ore del mattino, bevendo vino e mangiando i biscotti che Nina preparava personalmente.  Fu l’ultimo a continuare a credere nell’Antigruppo, fino a metà degli anni ‘90, quando i tempi erano cambiati e un po’ tutti se ne erano allontanati. Visse i suoi ultimi anni da isolato piuttosto depresso per il silenzio che lo circondava e per i suoi disturbi cardiaci.

Con il poeta Giovanni Occhipinti e con Andrea Guastella avevamo deciso di andarlo a trovare durante le vacanze natalizie ma non Abbiamo fatto in tempo.

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Emanuele Schembari

         

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