Lettera a Maurizio Costanzo 1986

NATNELSALONE1Nel  primo incontro con Maurizio Costanzo ho parlato del mio romanzo Due Mondi perché in esso ho descritto il lungo periodo durato quasi 20 anni durante il quale continuavo a respingere la cultura semi-feudale siciliana basata sul dominio di una classe aristocratica che non lasciava spazio alle classi non abbienti e in special modo ai contadini detti “viddani”. Spesso, perciò, durante quei vent’anni scappavo dalla Sicilia per rituffarmi nella mia cultura anglosassone/americana di New York, Brooklyn e CatsJKills. Della Sicilia sapevo quanto i nonni mi avevano raccontato. La nonna una bella ragazza di Santa Ninfa, un paese nell’entroterra di Trapani, era partita per gli Stati Uniti per sfuggire alle voglie di un vecchio mafioso. Il nonno Catalano che era riuscito a mettere su una bottega di fabbro, fu consigliato dal padre di scappare in America quando un gruppo di mafiosi lo aveva invitato a far da palo per una azione criminosa. Il bisnonno, padre del nonno Catalano, aveva fatto tutta la strada a piedi da Partanna a Salemi per incontrare Garibaldi e sentire il proclama sul dare la terra ai contadini, promesse che l’eroe dei due mondi non mantenne. Così, non solo i miei nonni, ma oltre un milione di Siciliani che non riuscivano a sopravvivere sotto il dominio monarchico piemontese e dei nobili siciliani, lasciò la Sicilia per un lungo viaggio della speranza verso gli Stati Uniti.

Il rifiuto di questa Sicilia è espresso nel romanzo Due Mondi e con la poesia “Trac…Trac..” del III volume Ericepeo a pag.38.

Dopo varie fughe a New York e i rispettivi ritorni, in Sicilia accettai quello che veramente di buono c’era nella cultura siciliana e conclusi che la Sicilia aveva un ambiente agreste da offrirmi più positivo di quello metropolitano di New York dove la convivenza umana era un vero fallimento – la cosa vale per tutte le grandi città del mondo- vedi la poesia “Topi Topi Topi”, volume III di Ericepeo pag.141.

Così, mentre Due Mondi e l’espressione della mia indecisione nello scegliere tra due terre, due famiglie e due culture, SchammaccaNat volume di poesie ,è il primo punto di arrivo per abbracciare quanto di buono e di positivo c’è nella cultura meridionale: la famiglia.

I racconti del libro “Sikano l’Americano”, sono rivisitazione   del mondo anglosassone per controllare se avevo fatto una giusta scelta.

Ma, a dire la verità fu anche un tentativo di trovare risposte alternative a quella dell’ America capitalista e metropolitana che avevo rinnegato.

Cercai di conoscere pure la parte migliore di quell’America e di contadini, ed ecco il rimpianto di non poter essere due uomini, uno che vive in Sicilia, l’altro nell’America come uomo alternativo.

Sicano l’Americano offre altri aspetti della mia esperienza umana che si contrappongono alla pazzia di prima quando non ero capace di fare una scelta. Si tratta della metafisica e dell’esperienza di levitazione, cioè la mente insana di prima e contrapposta a quella sana nello stesso tipo esperienza spirituale di ”Bye Bye America ” nel periodo della seconda guerra mondiale, l’orgoglio giovanile di essere pilota che ha fatto la sua parte nella guerra contro il nazismo; E poi una serie di avventure divertenti e pericolose come quelle di aver volato rasoterra sull’aeroporto di Pechino facendo spaventare un Generale Cinese e uno Americano che si buttano sotto la jeep e di non essere finito davanti alla corte marziale solo per puro caso.

E ancora, quando in Birmania riuscii a difendere quasi da solo intero aeroporto contro i Giapponesi, o quello quando feci lo scherzo di vendere ai Birmani un intero aeroporto americano, di cui avevamo avuto l’ordine di dismettere. E ancora, quando a Shangai scambiai la mia paga in denaro cinese, per ordinare uno dei pranzi più luculliani mai ordinati.

Sono un “bizzarro” come diceva una psichiatra la sera del 5 lugli? Questa comunque non è la mia ambizione. Mi sento anch’io un uomo comune.

Se fossi al posto di Maurizio Costanzo non comincerei a compilare una antologia di fatti di vita di uomini e donna comuni. Gente che ha partecipato ai suoi programmi per raccontare le loro esperienze di vita. Infatti, Studs Terkel che programma similare alla radio nazionale di Chicago, mettendo per inscritto le esperienze della gente che ha intervistato è riuscito s a scrivere un libro che ha ottenuto il Premio Pulitzer ed che si intitola “America Dreams:Lost & Faud. Modestia a parte, sono stato anch’io intervistato dal giornalista americano. Altre esperienze? Ero in giro per l’Italia con una Opel tedesca che tirava una piccola roulotte italiana, giunti con la famiglia sul valico dello Stelvio la macchina improvvisamente non ce la fece più a tirare. Il traffico si fermò. Allora un guidatore tedesco, per amore vero la Germanica Opel spinse la roulotte, aiutando la macchina a superare il passo. Oppure, mentre arrancavamo sempre con l’Opel tedesca e la roulotte italiana   sulle strade, o meglio le mulattiere, delle Madonie in Sicilia, verso Floresta il comune più alto dell’isola, dalla groppa del suo mulo gridò:”Unni vai cu sta cosa?”(Dove vai con quella cosa?). E quella volta quando mi trovai a Catania davanti alla teca del Beato Bernardo Scammacca che viene custodito fin dal rinascimento nella cattedrale di famiglia rispettato ed ossequiato dai padri domenicani . E tante altre esperienze raccontate in “Bay Bay America” e “Giro di Sicilia”

 Mi piacerebbe inoltre leggere qualche lirica mia^ perché qualcuno mi ha detto che come Santo Cali e Cesare Pavese che ha raggiunto una certa purezza di espressione che dimostra come un uomo può, essere capace di fare meglio anche nella sua imperfezione. Dovendo trovare una ragione plausibile per la scelta che avevo fatto di respingere il mondo americano di abbracciare la validità delle mie origini siciliane. Cominciai una capillare ricerca nei miti e nella preistoria della Sicilia finché m’imbattei nell’Odissea notando come alcune monete, risalenti al V secolo prima di Cristo, scoperte in zona dell’entroterra ericino-trapanese e raffiguranti un cerbiatto azzannato da un cane il quale corrispondeva esattamente alla descrizione del fermaglio di Odisseo fatto nell’Odissea. Scoprii che grandi scrittori e studiosi come Samuel Butler, Robert Graves, e il Prof. L.G. Pocok riconobbe nelle coste di Trapani e nelle isole Egadi, i luoghi descritti nell’Odissea come approdi di Odisseo. Secondo la loro tesi(che in verità sono un po’ differenti tra esse).

Isola Lunga sarebbe davanti a Mozia sarebbe Dulichium dell’Odissea, Favignana Aegusa sorelle dell’Isola delle Capre davanti alla sta la terra dei Ciclopi che sarebbe Erice ecc.…ecc.… Marettimo sarebbe Itaca e così e via.

Nell’Odissea Eumeno, il porcaro quando parla sua terra di origine descrive un paese Sira vicino a Ortigia, gli altri che difesero Odisseo contro i Proci con un drappello formato dai figli della nutrice di Laerte. Continuando a cercare le mie radici e quelle dei siciliani della Sicilia occidentale sono arrivate alla conclusione che si trattò di un popolo orientato emigrato nel lontanissimo passato, dal Caucaso e dell’Anatolia, popolo affine ai Baschi, cioè Iberi. Neolitici del Mediterraneo come gli Egizi, i Libi, Bebrici, e Albanesi, popoli non indoeuropei.

Chiedendomi da dove sono venuto e dove mi trovo, la questione diventa teologica e scientifica allo stesso tempo. Ho formulato perciò una teoria fisica dell’universo cercando di spiegare cosa sia “Energia” di un qualsiasi elemento equivale alla somma di due valori, una direzione particolare e l’altra e lo spin che insieme va alla velocità di 300mila Kms; cioè, l’energia di una particolare particella concerne la relazione di queste e in momenti della stessa particella e in verità l’energia non si trasferisce; il trasferimento è una nozione apparente della fisica. Il vero assoluto dell’universo è l’etere tridimensionale che è immobile ma che ha le caratteristiche di oscillare, in quest’oscillamento lo scienziato crede di vedere il movimento di un raggio o di un fotone, in verità si tratta solo di una reazione a catena in linea retta d’innumerevoli immobili fotoni-etere che oscillano condizionandosi l’un l’altro. E come il mare che con le onde sembra muoversi ma nell’insieme sta fermo, o come un cartellone pubblicitario luminoso che accedendosi e spegnendosi danno l‘impressione di movimento pur essendo statico. E la risata dell’universo che si fa beffa dell’uomo. Recentemente è stato scoperto che c’è più materia nell’universo di quanto si possa pensare e perciò più massa questo permette una curva universale, il big bang invece è uno stato che arriva al culmine della curva e poi si ripiega su se stesso ripetendosi infinitamente. Pensi che un giorno gli esseri viventi possano evolversi in semi dei avendo la possibilità di scegliere un universo perfetto e perciò immobile, ma a questo punto essi rifiuteranno di essere perfetti – e perciò immobili – preferendo la relatività e la ripetersi dell’universo eterogeneo che si evolve, che finisce e ricomincia, in modo che io posso essere qui ora e poi un’altra volta, a dire le stesse cose. Credo sia mio dovere menzionare che in Sicilia insieme con altri poeti e scrittori si è costituito un movimento culturale di sinistra l’Antigruppo che si è prefisso traguardi tutti all’opposto del movimento culturale italiano d’avanguardia Gruppo 63. Il nostro movimento è sorto nel 68, come espressione di quella rivoluzione culturale sorta a Parigi, in Cina e negli Stati Uniti. I poeti vi fecero parte sono: Crescenzio Cane, Pietro Terminelli, Ignazio Apolloni, Gianni Diecidue, Rolando Certa, Franco Di Marco, Santo Calì(il più grande poeta siciliana negli ultimi secoli).Carmelo Pirrera, Elvezio Petix, Ignazio Navarra, Giovanni Lombardo, Vincenzo Di Maria, Salvatore Giubilato, Enzo Bonventre, Antonino Contiliano e artisti Nicolo D’Alessandro, Salvatore Salamone, Roberto Zito, Disma Tumminello e altri. Abbiamo scritto poesie compressibili da poter recitare su tutte piazze di paese ai contadini, agli operai, agli studenti, ai marinai. Tutta quest’attività è documentata da innumerevoli ciclostili e nei volumi di storia di letteratura italiana compilati da critici letterari come: Franco Frattini, Giuliano Manarda, Giuseppe Zagarrio, Barberi Squarotti, Carlo Muschetta eccc……

Ringrazio chi avrà la pazienza di leggere questa mia lettera e spero che qualcosa di quanto è stato scritto possa essere possa arrivare al pubblico.

 

 

         

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