Articoli recenti

Classifica Articoli e Pagine

Commenti recenti

Archivi

Categorie

Meta

Anno 1968 – Un Americano a Palermo Articolo Gior. Sicilia

Nat Scammacca, giovane ed affermato poeta- Ha pubblicato proprio in questi giorni in Italia un saggio su Luther King che una bruciate testimonianza sul razzismo e sulle condizioni della demograzia in USA- Perché a N.York preferisce la Sicilia

scan0012Senza titolo7

Immagine 001                                                                                                                                                                     Il giorno che uccisero Martin L. King le macchine piane di una tipografia trapanese finirono di stampare l’ultimo sedicesimo di un eccezionale saggio sull’apostolo della non violenza e sui mali della società americana. Il reparto legatoria di quello stabilimento tipografico lavorò a pieno ritmo nelle trentasei ore successive ed il saggio fu messo in distribuzione il giorno dei funerali del leader integrazionista. Si Intitola «Al bivio», la fascetta sulla sovra coperta chiarisce: « Martin Luther King o il problema americano negro visto da un americano bianco». L’autore, l’americano bianco, si chiama Nat Scammacca, appartiene alla terza generazione di quei siciliani trasferitisi in America sul Unire del secolo scorso. Definirlo non è impresa da poco: un sociologo, diresti. Poi confronti alcuni passi del suo libro con gli avvenimenti di Ieri, di oggi e allora potresti definirlo un profeta. Ecco, appunto ieri, 29 aprile, l’Associated Press ha portato sul tavoli di redazione il testo di un discorso pronunziato a Boston da Martin Luther King Sr„ il padre dell’ucciso di Memphis: «Vi è più ipocrisia in America e più odio qui da noi che in qualsiasi altra parte del mondo — ha detto il padre del Premio Nobel per la pace, durante 11 sermone pronunciato in una chiesa Battista — Ma noi dobbiamo salvare l’America perché è la nostra patria».

E’ Nat Scammacca.

L’americano bianco che cosa aveva scritto poche settimane prima? <<L’America è un paese pieno di pregiudizi, abitato da gente terribilmente carica d’odio. Ci sono veramente pochi paesi nel mondo in cui tanto odio e tanto provengono da ambienti comodi, mentre  la rabbia cresce nelle classi emarginate.>>

         

Rispondi